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	<title>Vivien Leigh Archivi - Look da Vip</title>
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	<description>Appunti di stile per essere glamour come le star</description>
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		<title>Elsa Schiaparelli, una vita &#8220;shocking&#8221; dedicata alla moda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Marsico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 09:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Elsa Schiaparelli nasce a Roma nel 1890, figlia di un intellettuale in vista e di una nobildonna fiorentina, discendente dei Medici. Già da piccola dà prova di un carattere indomito e ribelle. Nel 1913 va a vivere a Londra per fare la babysitter, nel 1914 sposa il conte Wilhelm Wend de Kelor e due anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Elsa Schiaparelli</strong> nasce a Roma nel 1890, figlia di un intellettuale in vista e di una nobildonna fiorentina, discendente dei Medici. Già da piccola dà prova di un carattere indomito e ribelle. Nel 1913 va a vivere a Londra per fare la babysitter, nel 1914 sposa il conte<strong> Wilhelm Wend de Kelor</strong> e due anni dopo parte con lui alla volta di New York. Nonostante fosse ben inserita nel movimento artistico Dada, nella Grande Mela è infelice. Divorzia e, nel 1922 si trasferisce a Parigi insieme alla figlia. Ed è proprio nella Capitale francese che, alla metà degli anni &#8217;20, fa il suo ingresso dirompente nel mondo della moda.</p>
<h2>Debutto in grande stile</h2>
<p>I primi passi nel fashion system li muove grazie all&#8217;intuizione di <strong>Paul Poiret</strong>, stilista in voga all&#8217;epoca, che per primo capisce il vero potenziale di<strong> Elsa Schiaparelli</strong>. Il suo primo colpo di genio è un pullover fatto a mano con un motivo tromp-l&#8217;oeil in bianco e nero. Nel 1927 apre un atelier con sede nel suo appartamento e il successo è immediato. Le donne più eleganti e modaiole dell&#8217;epoca fanno a gara per accaparrarsi le creazioni della maison. L&#8217;attività cresce a dismisura e la casa di moda<strong> Schiaparelli</strong> <strong>&#8211; Pour le Sport, pour la Ville, pour le Soir</strong> (per lo sport, per la città, per la sera) lancia uno dietro l&#8217;altro capi e accessori destinati a diventare iconici. <strong>Marlene Dietrich</strong>, <strong>Katharine Hepburn</strong>, <strong>Greta Garbo</strong> e <strong>Vivienne Leigh </strong>sono solo alcune delle dive che non possono farne a meno.</p>
<h2>Le collaborazioni</h2>
<p>Tra le tante collaborzioni importanti, tra cui quella con <strong>Roger Vivier. </strong>Ma è soprattutto l&#8217;arte e il suo background a mescolarsi con la moda di <strong>Elsa Schiaparelli</strong>. Con<strong> Salvador Dalì</strong> ha creato pezzi ora leggendari: una scarpa cappello, un vestito con stampata un&#8217;aragosta, un vestito-scheletro, l&#8217;abito strappato. I disegni di <strong>Jean Cocteau</strong>, invece, iniziano ad apparire su cappotti, completi da sera e gioielli. Lo spirito surrealista trova sbocco, ad esempio, nella bottiglia di profumo a forma di pipa (ispirata a <strong>René Magritte</strong>) o nelle borse con decorazioni luminose (alimentate a batteria).</p>
<h2>Le idee geniali</h2>
<p>Le sue creazioni estrose e innovative, mix perfetto di sportwear e capi ultra chic, hanno segnato un&#8217;epoca.<strong> Elsa Schiaparelli</strong> ha introdotto una serie di innovazioni su materiali, tagli, dettagli e accessori. Impermeabili in lana e seta gommata, tute con zip visibili, coulotte, abiti con la spallina rinforzata sono solo alcune delle sue idee memorabili. Ispirandosi alla moda maschile, ha creato le prime giacche da donna. Nel 1937 lancia <em>Shocking</em>, il profumo dalla bottiglia a forma di <a href="http://lookdavip.it/profumo-body-di-kim-kardashian-copiato-da-gaultier-e-schiaparelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">busto femminile</a> (modellato su quello di <strong>Mae West</strong>). Anche il colore rosa shocking è frutto della creatività di Elsa. Neanche la Seconda Guerra Mondiale può arrestare il suo estro: in quegli anni sono nate tute con cerniera e maxi tasche, cappotti con borsa integrata e abiti trasformabili.</p>
<h2>L&#8217;addio alla moda</h2>
<p>In Europa e in America, il successo di <strong>Elsa Schiaparelli</strong> sembrava irrefrenabile. Nel 1934 è la prima stilista donna ad apparire sulla copertina del <em>Time</em>. Negli anni &#8217;40 negli Stati Uniti le sue conferenze ottengono un audience incredibile. Addirittura il MoMa di New York le aveva affidato la direzione di un dipartimento di moda. Nel 1949 appare sulla copertina di <em>Newsweek</em> per aver fatto sfilare la sua ultima collezione incompleta a causa di uno sciopero delle sarte. Anche <a href="http://lookdavip.it/coco-chanel-tubino-nero-tailleur-itbag-2-55-lezione-di-stile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Coco Chanel</strong></a> sembra temere l&#8217;avanzata di Elsa: leggenda vuole che tra le due ci fosse una vera guerra fredda. Eppure, nonostante il successo sempre crescente, la Schiaparelli decide di ritirarsi dalla moda nel 1954. Morirà nel sonno nel 1973.</p>
<h2>La maison Schiaparelli oggi</h2>
<p>Il marchio <a href="https://www.schiaparelli.com/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Schiaparelli</strong></a> è stato rilanciato negli anni 2010 da <strong>Diego Dalla Valle</strong>. Nel 2013 è stata presentata una collezione disegnata da <strong>Christian Lacroix</strong> e nel 2014 è andata in scena la prima sfilata. Il brand inizialmete era dedicato all&#8217;alta moda, ma oggi vanta anche una linea pret-à-porter. Come le dive di un tempo erano pazze delle creazioni di <strong>Elsa Schaparelli</strong>, anche le star di oggi amano il brand Made in Italy: da <strong>Michelle Obama</strong> a <strong>Beyoncé</strong>.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &gt;&gt;&gt;<a href="http://lookdavip.it/collective/donne-di-moda-chanel-schiaparelli-lanvin/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donne di moda</a>&lt;&lt;&lt;</strong></p>
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		<title>10 abiti che hanno fatto la storia del cinema</title>
		<link>https://lookdavip.it/10-abiti-che-hanno-fatto-la-storia-del-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marineve Cantarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 11:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la morte di Carrie Fisher, le immagini della Principessa Leila in bikini metallico sono tornate alla ribalta prepotentemente, a ribadire l&#8217;importanza dei costumi di scena. Ci sono abiti che hanno fatto la storia del cinema, diventando memorabili insieme alle scene in cui sono stati indossati. Abiti che sono divenuti il simbolo di un&#8217;epoca, di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la morte di <strong>Carrie Fisher</strong>, le immagini della Principessa Leila in bikini metallico sono tornate alla ribalta prepotentemente, a ribadire l&#8217;importanza dei costumi di scena.<br />
Ci sono abiti che hanno fatto la storia del cinema, diventando memorabili insieme alle scene in cui sono stati indossati. Abiti che sono divenuti il simbolo di un&#8217;epoca, di un film o di un attore.<br />
Volete fare un tuffo nel passato? Ecco, in ordine cronologico, i <strong>10 vestiti</strong> che hanno fatto la storia del cinema:</p>
<p><strong>1 Vestito verde di Vivien Leigh in <em>Via col Vento</em> (1939)</strong><br />
In velluto verde, sontuoso e regale, realizzato con le tende della tenuta, simbolo di una Rossella O’Hara caparbia, che non si arrende.</p>
<p><strong>2 Abito nero di Rita Hayworth in <em>Gilda</em> (1946)</strong><br />
Accessoriato di guanti lunghi e sigaretta con bocchino, è il vestito del celebre striptease di Gilda: simbolo di sensualità per un&#8217;epoca intera. Anni dopo, servì d&#8217;ispirazione per il celebre abito rosso di Jessica Rabbit in <em>Chi ha incastrato Roger Rabbit</em>.</p>
<p><strong>3 Abito bianco di Marilyn Monroe in <em>Quando la moglie è in vacanza</em> (1955)</strong><br />
Un vestito che fa parte dell&#8217;immaginario collettivo: la gonna plissettata che si solleva sulle grate della metropolitana è l&#8217;icona stessa di Marilyn Monroe e della commedia americana anni 50. Fu disegnato dal costumista William Travilla.</p>
<p><strong>4 Tubino nero di Audrey Hepburn in <em>Colazione da Tiffany</em> (1961)</strong><br />
L&#8217;abito perfetto, sinonimo di eleganza. Il vestito <a href="https://www.givenchy.com/it/it/homepage" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Givenchy</a> di questo film considerato uno degli abiti più influenti nella storia dell&#8217;abbigliamento, accessoriato con la collana di perle, ha consacrato ai posteri l&#8217;immagine dell&#8217;attrice.</p>
<p><strong>5 Bikini di Ursula Andress in <em>Agente 007 – Licenza di uccidere</em> (1962)</strong><br />
Un semplicissimo due pezzi, composto da un reggiseno intimo bianco abbinato a uno slip con cintura e fibbia dorata. Si narra che dopo la sua apparizione sugli schermi le vendite dei bikini salirono vertiginosamente. Anni dopo un&#8217;altra Bond girl, Halle Berry, indossò la versione arancione del celeberrimo costume.</p>
<p><strong>6 Abito bianco di Claudia Cardinale in <em>Il Gattopardo</em> (1963)</strong><br />
Milioni di ragazze sognarono di possederlo, questo vestito con spalle a vista e ampissima gonna, indossato per la scena del ballo di Angelica Sedara. Con questa creazione in organza bianca il costumista Piero Tosi ebbe una nomination agli Oscar per il miglior costume.</p>
<p><strong>7 Minidress verde di Jane Fonda in <em>Barbarella</em> (1968)</strong><br />
Il bustino metallizzato, decorato con pietre rettangolari, così come gli altri costumi del film, realizzati da <a href="https://www.pacorabanne.com/ww/it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Paco Rabanne</a> divennero il simbolo della moda spaziale e futurista di quel periodo. Plexiglass e plastica entrarono prepotentemente nel mondo dell&#8217;abbigliamento come sinonimo di modernità.</p>
<p><strong>8 Bikini di Carrie Fisher in <em>Star Wars: Il ritorno dello Jedi</em> (1983)</strong><br />
Ideato dalla costumista Aggie Guerard Rodgers prendendo spunto da fumetti fantasy-erotici, il costume da schiava, in rame e tessuto, aveva suscitato delle perplessità nell&#8217;attrice, preoccupata di apparire troppo sottomessa. E invece trasformò la Principessa Leila in un sex symbol.</p>
<p><strong>9 Abito bianco e blu di Julia Roberts in <em>Pretty Woman</em> (1990)</strong><br />
La più bella e amata prostituta della storia del cinema ha indossato questo &#8220;vestitaccio&#8221; con oblò metallico e stivaloni in lattice per conquistare Richard Gere. Anche gli altri costumi del film sono entrati nella storia, in particolare l&#8217;abito da sera rosso indossato da Vivian a teatro e il vestito marrone a pois, scelto per la partita di polo.</p>
<p><strong>10 Abito bianco di Sharon Stone in <em>Basic Instinct</em> (1992)</strong><br />
Una delle scene più trasgressive della storia del cinema è legata a questo vestito corto e senza maniche della costumista Ellen Mirojnick. L&#8217;attrice ancora sconosciuta, durante l&#8217;interrogatorio della polizia, accavallava le gambe rivelando l&#8217;assenza di biancheria intima: pare che il regista le avesse assicurato che non si sarebbe visto niente.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &gt;&gt;&gt;<a href="http://lookdavip.it/collective/iconic-dress-abiti-iconici-che-hanno-fatto-storia-moda-cinema-societa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Abiti iconici: dal revenge dress di Lady Diana alla Birkin Hermes</a>&lt;&lt;&lt;</strong></p>
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