Il Diavolo… non veste Prada: i primi look di Miranda Priestly nel sequel
Miranda Priestly è tornata. Più glaciale, più spietata, ma soprattutto… più stilosa che mai. Nel tanto atteso sequel de Il Diavolo veste Prada, la regina indiscussa dell’editoria di moda sfoggia una nuova serie di outfit che fanno tremare le passerelle. Dimenticate il total look Prada: Meryl Streep alias Miranda osa, sperimenta, gioca con texture, volumi e maison insospettabili. Le prime mise rubate dal set promettono scintille (e già dettano tendenza). Pronte a inchinarvi di nuovo al Diavolo?
Il film diventato iconico

Uscito nel 2006, Il Diavolo veste Prada è diventato subito un cult per fashion lover e non solo. Merito di una Meryl Streep magistrale nei panni di Miranda Priestly, direttrice algida e impeccabile del magazine Runway. Ma il vero protagonista? Il guardaroba. Cappotti oversize, occhiali scuri, foulard di seta e tacchi vertiginosi: ogni look è una lezione di stile. Al suo fianco, una giovane e goffa Andy Sachs (Anne Hathaway), che da maglioncini informi passa a borse Chanel vintage e stivali cuissard. Più che un film, una sfilata travestita da commedia.
Miranda Priestly è Anna Wintour?

Non è mai stato dichiarato ufficialmente, ma è ampiamente riconosciuto che il personaggio di Miranda Priestly sia ispirato ad Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America. Il romanzo Il Diavolo veste Prada (2003), scritto da Lauren Weisberger, è basato infatti sulla sua esperienza reale come assistente personale di Wintour.
Le somiglianze sono evidenti: entrambe dirigono un’importante rivista di moda, hanno un carattere glaciale e sono note per le loro richieste esigenti. E come la temuta Anna, anche Miranda ha un hairstyle iconico, un taglio corto sfilato che vedremo anche ne Il Diavolo veste Prada 2.
Il guardaroba di Miranda nel primo film

Il guardaroba della direttrice di Runway in Il Diavolo veste Prada è diventato leggendario ed è stato curato nei minimi dettagli dalla costumista Patricia Field, la stessa di Sex and the City. Il suo stile è elegante e lussuoso. Miranda non segue le tendenze: le detta. Ogni suo look comunica potere, controllo e una raffinata superiorità. Con un budget di oltre 1 milione di dollari solo per gli outfit del film, Meryl Streep ha potuto indossare Hermès, Donna Karan, Valentino, Chanel, Calvin Klein, Michael Kors, Fendi e ovviamente Prada. Scarpe rigorosamente col tacco, Christian Louboutin e Manolo Blahnik. Per costruire il personaggio non mancano occhiali da sole oversize e soprattutto cappotti. Il gesto di buttarlo in maniera sprezzante sulla scrivania dell’assistente è diventato uno dei più riconoscibili di Miranda Priestly.
Miranda è tornata ed è supercool

Nel sequel de Il Diavolo veste Prada, Miranda Priestly alza ancora l’asticella dello stile. I suoi look sono meno classici, più audaci e perfettamente in linea con una moda che si è evoluta. Addio total black e cappotti austeri: ora osa con colori, silhouette scultoree e accessori dal design futuristico. Ma sempre in perfetto equilibrio tra lusso e controllo, come il ruolo impone. Nessun outfit è scelto a caso: ogni uscita è una dichiarazione di potere. E ancora una volta, il mondo della moda si inchina.
Il potere del rosso

Hanno fatto il giro dei media le foto di Meryl Streep che scende le scale al braccio di Nigel, il suo assistente (Stanley Tucci). Sguardo fiero e abito voluminoso e scarlatto: un monospalla regale che cattura la scena. Impossibile non cogliere il riferimento al Met Gala, l’evento più glamour dell’anno organizzato proprio da Anna Wintour, a cui la nuova Miranda Priestly assomiglia sempre più sfacciatamente. Come la vera padrona di casa, domina la scena con classe glaciale e presenza scenica: una dichiarazione di potere in rosso couture.
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I primi look visti sul set

Bisogna ancora pazientare per l’uscita del film, la data fissata è il 29 aprile 2026. Non mancano però le foto dal set: paparazzi e curiosi si riuniscono a New York per catturare i dettagli di stile dei personaggi iconici del film. Colpisce la virata sperimentale di Miranda Priestly, con scelte come il brand francse Jacquemus, il belga Dries Van Noten e l’americano Jason Wu. Menzione d’onore anche per l’Italia: nel guardaroba della direttrice di Runway sono molti i capi del brand Sa Su Phi. “Avanguardia pura” direbbe lei, e stavolta senza sarcasmo. Guarda i primi look nella gallery.
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