Bingjie, dalla Cina a Milano: il fascino discreto di una volontaria olimpica
C’è qualcosa di magnetico nelle storie che iniziano dall’altra parte del mondo e trovano il loro centro in Italia. Bingjie arriva da Pechino, ha una laurea in Comunicazione e uno sguardo curioso sul mondo. Oggi è una delle volontarie di Milano Cortina 2026, ma il suo non è solo un ruolo organizzativo: è una presenza, uno stile, un’energia che attraversa aeroporti e culture.
Il suo quartier generale è l’aeroporto di Malpensa, primo punto di contatto per atleti e delegazioni internazionali. È qui che tutto comincia. Ed è qui che Bingjie, con la sua divisa ufficiale, accoglie il mondo.
L’Italia come colpo di fulmine
La prima volta che ha visto l’Italia era il 2022. Dall’alto, prima dell’atterraggio a Roma, le case le sembravano uscite da una fiaba. “Ho sentito subito qualcosa”, racconta. Non solo un viaggio, ma un’intuizione.
Da allora è tornata più volte. Milano, in particolare, l’ha conquistata per il suo equilibrio perfetto tra eleganza europea e vibrazione internazionale. “Roma è profondamente italiana. Milano è internazionale, dinamica, veloce”. Una città che parla più lingue, proprio come lei.
Il ruolo, ma anche il look

Essere volontaria alle Olimpiadi non è solo un’esperienza formativa. È anche appartenenza. Identità. Immagine.
Il kit ufficiale firmato Salomon (13 pezzi tra capispalla tecnici, accessori, scarpe e zaino) non è solo una dotazione, ma un vero statement. Linee pulite, palette contemporanea, funzionalità e design. “Quando indosso la divisa mi sento parte di qualcosa di grande”, confessa.
E l’effetto si vede. Anche i passeggeri non legati ai Giochi si rivolgono a lei per informazioni. La divisa diventa simbolo di autorevolezza e accoglienza. È sportiva, ma sofisticata. Tecnica, ma riconoscibile. In un evento globale come Milano Cortina 2026, anche il dettaglio fa la differenza.
Energia internazionale
Bingjie lavora nell’area accreditamento. Verifica identità, attiva badge, gestisce flussi in arrivo da ogni parte del pianeta. Ogni giorno è un mix di lingue, accenti, culture. Per una ragazza appassionata di comunicazione, è il palcoscenico perfetto.
“La parte che amo di più è parlare con persone diverse ogni giorno”. Ed è proprio questa dimensione globale che rende l’esperienza trasformativa. Nel team, ci racconta, la maggioranza è italiana, ma il confronto culturale è costante. Milano, del resto, è questo: un crocevia.
Milano, lifestyle e dettagli
Fuori dall’aeroporto, Bingjie vive la città con curiosità. Ama l’atmosfera internazionale, le conversazioni infinite degli italiani, il modo in cui qui le persone parlano ancora al telefono invece di nascondersi dietro uno schermo.
E poi il cibo. Lasagna promossa a pieni voti. Pizza al limone scoperta con sorpresa. “All’inizio ero scioccata, ma era buonissima”. Sulla pizza all’ananas preferisce non prendere posizione, anche se ammette di non capire tutto quell’odio.
Una scelta, non una coincidenza
Se dovesse definire questa esperienza con una parola, Bingjie non ha dubbi: “Scelta!”. Non fortuna. Non destino. Scelta. Perché candidarsi, partire, adattarsi, vivere lontano da casa è un atto intenzionale. È un passo verso qualcosa di più grande.
Dopo le Olimpiadi tornerà a Pechino per cercare lavoro, ma una cosa è certa: non smetterà di viaggiare. “Non voglio fermarmi in un solo posto”. E forse è proprio questo il vero glamour contemporaneo: non solo cosa indossi, ma il coraggio di muoverti nel mondo con autenticità.
Marineve Cantarella